Fortuna, per cenarmi un breve riso
sotto cui stava un sempiterno pianto,
mi fe' in un punto rimirar quel tanto
c'ha di bello la terra e 'l paradiso.
Ha poi questo cadavero diviso,
ché l'alma segue il vago lume e santo,
da ogni suo ben, perch'ella acquisti il vanto
di mantener in vita un che sia ucciso.
E perch'ai miei martìr divien pi` dura,
non ben contenta d'una pena acerba,
render procaccia il mio cordoglio eterno,
ch'agli occhi infidi il sommo ben procura
l'anima ingorda, e a sé stessa serba
di sue fatiche un tenebroso inferno.