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1525–1585

LXXXVIII

Giovanni Alfonso Mantegna

Dolce, acceso, amoroso pensier mio, che dal pi` vago e pi` pregiato oggetto mandi l'idea al già stanco intelletto e rappresenti in sogni il bel desìo,

non pi` dagli occhi un lacrimoso rio, né sospir gravi ad infiammarmi il petto sian da te mossi, e per l'altrui difetto te stesso non voler porre in oblìo.

A me, sola mortal, caduca vita, priva del sacro angelico sembiante, fia il sospirar e 'l lagrimar sovente: te di questa a me cruda dipartita,

tra' pi` infelici un sol felice amante esser io veggio, ché gli sei presente.

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LXXXVIII · Giovanni Alfonso Mantegna · Poetry Cove