Donna, sotto cui sacro animo altiero
meritamente le superne stelle
fan degni effetti e, secretarie ancelle,
si danno al vostro glorioso impero,
poiché sol d'uno interno almo pensiero,
cibo sol de le dive anime belle,
pascer convienmi, e dilungar da quelle,
luci ove scorsi il paradiso vero
eccovi il suon de le dolenti rime,
ch'al vostro vago, angelico sembiante
porta lo 'ndizio de la fiamma acerba;
la qual se, perch'ognor troppo m'opprime,
detta non vien con gravi pene e tante,
la lingua, se potrà, parte ne serba.