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1525–1585

LXXVIII

Giovanni Alfonso Mantegna

Quand'i' volgo 'l pensiero in quella parte u' fra le grazie e le veltà supreme per non finta onestade, 'n dubbia speme Amor che non si ferma e non si parte

veggio 'n qual casti effetti e con quanta arte una pi` degna due nature estreme, contrarie, in sé perfettamente insieme rendon, pi` che non suol Vener e Marte.

E veggio noi, ah, sorte acerba e dura!, sol per quest'una ad un medesimo oggetto posti nel paradiso e ne lo inferno, ché, contemplando quest'alma figura,

scorgemo il sommo ben senza il diletto che mantien l'uomo in questo mondo eterno.

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