Ecco, mio nido, quella che l'Aurora
porta ne' bei sereni occhi divini,
quella che fra le perle e fra i rubini
spira d'amor il bel Favonio; e Flora
gode la terra, che lei sola adora,
tessendo fior ai crespi aurati crini!
Degno fia ancor ch'a questa sol te inchini,
poiché ciascun per lei sola t'onora.
Donne, non siate d'umiltà ribelle,
voi che fra l'altre avete i primi onori
e le virtuti e le bellezze sole,
ma, cone soglion le notturne stelle
ne l'apparir dei mattutini albori
ceder, così cedete: eccovi il sole!