Se 'l viso, per cui gode la natura
veder de l'opra sua l'arte e lo 'ngegno,
tanto mi par di qualunque altro degno
che di mirar non chero altra figura;
s'i sguardi, i risi, gli atti e la misura
del parlar dolce vostro al primo segno
giugner vi fan, che né città né regno
per lor non bramo o ciò che 'l mondo cura,
dubbioso stassi nel pensiero 'l core
chi l'abbia preso, chi ferito a morte.
Quelle bellezze o quei costumi ornati,
pur scorge al fine d'ogni dubbio fuore
ché fûr l'alme virtuti il laccio forte,
e i lumi che 'l ferir duo strali aurati.