Di sì splendid'or vago
men volass'io dipinte ambedue l'ale;
o così pur dolce ago
avessi il mio cor frale,
che nel mio FIOR di lampi, al cielo uguale,
un sol breve mattino
tal grazia Amor mi dessi,
io pur chiuso mi stessi umile e 'nchino;
se non di suo divino io mi pascessi
fresco amoroso gielo,
dolce stillato in lui dal terzo cielo.