Serenandone i poggi e le campagne,
or muovi, aura festosa,
e l'angosciosa Filli mia che piagne,
misera, e come rosa
dal sol pur vinta langue,
deh, com'angue novello, e gemme e ostri
tutti suoi si riprenda,
sovra 'l ciel arda e splenda, e si dimostri
chiaro e bello il bel viso agl'occhi nostri.