L'Arno, ch'a mano a man di là dal monte
il suo bel sol vedea,
rotto il suo corno di cristallo e 'l fonte,
s'ascose, o Morte rea.
Lo ciel, che l'attendea
d'or in or, per l'indugio e per lo sdegno
folgorò nel più degno
alto suo marmo: ed ecco al sommo chiostro,
più che mai bello il suo bel lume e nostro.