Già ne ritorna il gel l'antico veglio,
e sì stanco e sì lento
e angoscioso, che nel fido speglio
rimirandomi, anch'io tremo e pavento:
o bel verde, chi spento
t'ha sì subito? O rose, havvi chi volte
in sì gelide e folte
nevi? Spem' io nulla aggio
più d'aprile o di maggio.