A la mia QUERCE altera,
nelle cui fronde orate
e bei rami d'avorio, verno e state
zefiro scherza insieme e primavera:
non s'appressi pastor, gregge né fera,
ma ninfe e dive adorne,
e sempre ivi soggiorne, e in altro loco
non già mai, Grazia, Amor, Diletto e Gioco.