Fallace, ch'in sì bei candido seno
accolto il cor mi suggi,
e 'ngrata, ch'odi e fuggi
chi ti nodrica, e sol però vien meno:
un sol di tanti miei sospiri almeno
sentisse l'amoroso
aspe, anzi il prezioso unico scoglio
sempre dal mio cordoglio,
sempre dal mio doglioso
pianto percosso, ohimé, né mai pur roso.