Vienne, amica mia, vienne
mia soavissima ombra:
e questo afflitto, e questo lasso adombra,
che mai tante fatiche non sostenne,
quant'oggi; or tu, che puoi, me ne disgombra
deh sì, ch'eternamente
io m'addormente, e pose in queste erbette
ostro, oro: altre a me piume il Ciel non dette.