Alta e profonda di riposo eterno
ombra mi si avvicina,
sì già rapido inchina
verso l'occaso il dì, né più lo scerno:
fasci e salme di scherno
e di martir, ch'addosso
io portai sempre, or <tante> io più non posso,
e così le pur getto
in terra, giunto al mio santo ricetto.