Tu che la notte in mezzo a gl'altri lampi
biancheggi avvolta d'argentato velo,
d'un'ombra alfin ti stampi
spargendo l'alba in su l'erbette il gielo;
ma quando ella apre il cielo,
s'a te cingesse il grembo
d'una angioletta il vago azzurro lembo,
l'alba vedrìa, di sdegno accesa il ciglio,
impallidir quel manto suo vermiglio.