Tal di falli e d'error gravosa vista
non potendo soffrir, l'Arno gentile
s'ascose, anzi simile
a l'aura atra d'Averno orrida e trista
d'or in or più n'attrista
e ne minaccia spaventosamente,
sì par che n'appresente
quelle fiamme rapaci,
e quelle faci, e quel gran foco ardente.