Oh se, come in sogno ora
il mio cor vide, una mattina il mondo
con suo antico giocondo
manto d'oro e d'argento uscisse fuora:
benedetto l'aurora, e benedetto
lui, che di rubin tanti
e di sì bei diamanti a suo diletto
già il crine inghirlandolle:
ma che sogn'io, che spero, o sperar folle.