Chiudimi, eterno sonno,
poi che l'altro già mai non vuol ch'io posi,
tu questi occhi dogliosi
e che soffrir più di veder non ponno.
Ohimè, sì dolorosi
strazi e scherni d'Amor nel miser petto,
ov'io pregando a man a man t'aspetto
con altrettanta gioia,
che tutti gli altri noia.