Tutto il giorno erro lagrimando, e poscia
la notte; ch'ogni cosa
par che qualche abbia posa,
a me pur doglia, a me doppiasi angoscia,
e più che il dì penosa;
tai, s'io pur dormo, addosso eccomi schiere
di fantasmi, di Sfinge e di Chimere
e d'affamate Arpie,
né mai del mio cor sazie, insino al die.