Tante negl'occhi fisse
mi rimasero spine acerbe e rie
di SMERALDO, quel die
ch'Amor nome sì dur nel cor mi scrisse,
che spaventosa eclisse
e notte ognor poi sopra
stanne, senza sperar che mai si scopra
lampo d'altro che d'empi
fulguri: or non più indugio, ultimi scempi.