Ninfe dei verdi poggi
e de le nitid'onde,
aure dolci, aure liete, aure gioconde
(chi con tanto desir vi richiam'oggi?)
fate ritorno a quest'ombrose sponde
(o tombe oscure), che di suo vel adro
il bel viso leggiadro
tutto lieto sé svolva;
noi di pur luce e d'allegrezza involva.