Tempo verrà ancor forse, Arno leggiadro,
che sua Ninfa più cara
non s'asconda per l'adro
golfo, ch'al suo bel guardo si rischiara,
ma da quella onda amara
a queste si rivolti acque soavi,
qui si specchi, qui lavi,
e qui pur si rinfreschi e si restaure,
dolci l'onde tremanti, e l'erbe e l'aure.