Dolce mio riposato,
E volontario esiglio;
Esiglio mio del più felice stato
Più lieto, e fermo, e senza alcun periglio;
Tu minaccioso ciglio
Non paventi di Giove;
E te non turba, o muove onda, né fiato
D'hor sì chiara, hor sì bruna
Nostra volubilissima fortuna.