Alle piante io pur narro, a' fiori, all'erbe,
All'onde lasso, a' venti
L'altrui bellezze acerbe,
E i miei nuovi tormenti;
E questi, e quelli intenti
Rendene spesso Amor; sola quest'una,
Che più sempre digiuna
Di lagrime più fera il cor mi rode,
Ancor (né mai chiama altri) ancor non m'ode.