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1529–1575

XXX

Giovan Battista Nicolucci

I'ch'era un vermiciol, che mal si scherme poi che morso mortal dentro l'ha punto, se l'ali non mettea, già dal gran Verme col secondo morir sarei consunto.

A i raggi tuoi che sì possente fêrme, che da l'orribil fauce i'fui disgiunto, rivolgo, o sommo Sol, mie luci inferme, perch'io le sani, e sia ne i cieli assunto.

Che se la legge morte impone e grida, e fa sì che il terro ne sbigottisca, la fé porge la man, la speme affida. Ma senza te non val che l'alma ardisca:

da te grazia e vigor, tu lume e guida, teco la cara tua virtù m'unisca.

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XXX · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove