Alto Sol, che soffristi i raggi tuoi
puri eterni vestir d'umana scorza,
con sopporla a una orrenda e mortal forza,
per spogliar di peccato e morte noi;
e che in tal dì risuscitato poi,
giustificasti che a te gir si sforza,
sorgendo con splendor, che gli occhi ammorza,
di chi tirava i nostri error ne i suoi;
alluma, accendi, affina il cor combusto,
che s'è ben polve omai, via più s'infiamma,
quanto più il cieco amor si fa vetusto.
Lo spirto in me rinova, e una sol dramma
apri a la mente del tuo lume augusto:
indi il desio non sia che foco e fiamma.