Spesso da me dinanzi a voi si giunge
per dirvi come amor m'incende e strugge,
ma, giunto che vi san, gli spirti sugge
or l'oggetto da cui mia forza è lunge,
or copia che soverchi sensi aggiunge,
or troppa voglia che nel cor mi rugge,
or l'allegrezza donde l'alma fugge,
or duol che col pensarvi sol mi punge,
e, se però vi par ch'io vi percota
gli orecchi in suon che voi non intendete,
vien che la voce è dal pensar rimota,
ma se il sembiante mio ben scoprirete,
che me, non men che voi, di fuor dinota,
in me voi stessa e il mio pensier vedrete.