Amor, quando tra noi
da divina bontà, donna, scendeste,
ratto sen venne a voi:
e fur le man sì preste,
ch'un stral da venen tinto giù non pose,
e da vermiglie rose
ne l'accôr la rugiada,
ch'è de'soavi spirti in su la strada,
vi ferì appresso al labro, ov'era corso:
e a lo stillar del sangue ivi diè un morso,
ch'una nera gentil nota vi feo.
Or chi de i guardi suoi rivolge il corso
al dolcemente venenoso neo,
sente il colpo d'Amore:
sente spiccarsi e trar da gli occhi il core.