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1529–1575

XXI

Giovan Battista Nicolucci

Amor, quando tra noi da divina bontà, donna, scendeste, ratto sen venne a voi: e fur le man sì preste,

ch'un stral da venen tinto giù non pose, e da vermiglie rose ne l'accôr la rugiada, ch'è de'soavi spirti in su la strada,

vi ferì appresso al labro, ov'era corso: e a lo stillar del sangue ivi diè un morso, ch'una nera gentil nota vi feo. Or chi de i guardi suoi rivolge il corso

al dolcemente venenoso neo, sente il colpo d'Amore: sente spiccarsi e trar da gli occhi il core.

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