Skip to content
1529–1575

XLVIII

Giovan Battista Nicolucci

L'immenso pregio di bellezza e onore solca con la dolce aura l'onde crespe, mentre che intanto l'amorose vespe si hanno tolto a ferirmi gli occhi e il core,

ed ecco che Nettun, pien di furore, perché il mio ben con la sua nave incespe fa che l'irato mar vie più s'increspe, e che il regno d'amor sia contra Amore.

Ah me, qual flutto impetüoso e truce percota, copra, immerga, e tiri al fondo pria che toccar suo leggiadretto piede! Ma non sofferse il Ciel che tanta luce

per sì lieve cagion perdesse il mondo, e al lume nostro il suo bel sol ridiede.

Cookies on Poetry Cove

We use cookies to remember your language preference and — only with your consent — to learn how Poetry Cove is used. You can change your mind any time.
XLVIII · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove