Or che con la sua benda è dipartito
l'arso mio lieto cor, che più non veggio
e tien nel foco de i bei lumi il seggio,
chi porge il nutrimento mio smarrito?
Il meglio (ah, con lei torni!) è con lei gito,
restando a me, perch'io mi strugga, il peggio;
e per conforto amaro altro non cheggio
che il dolce, ove ella splende, altero sito.
In paradiso, o nuda piaggia dianzi,
in Fin al fin del ben de'pensier miei,
in Casa u'moro, e albergo a un sol sereno.
Felice borgo e rio ch'orni e avanzi
l'alte contrade, a cui tu centro sei,
e il Mincio e il Po, non pur la Secchia e il Reno.