Ardeva il cor d'inestinguibil foco
dentro la benda, in che fermò suoi voli;
e visto lagrimar quei due bei soli,
vi s'appiattò per ricrearsi un poco.
Quivi di spirti il risplendente loco
infuse sì, che perch'io alcun ne involi,
che d'alimento l'anima consoli,
vi corro, ahimè, con doloroso gioco.
Ben mentre il cor vagando i rai vi sugge,
che mi dia qualche cibo, o mi risponda,
o torni a me con guardo afflitto i'chero.
Ma nel più folto di quei lumi ei fugge;
e il segno che la vita alor m'asconda,
è ch'io tremante impallidisco e pero.