Abissata la terra,
non più d'aratri e greggi,
o di negoci e leggi,
non più di corte e d'armi,
o d'oro accumulato, o d'erger marmi,
non di Muse o pittura,
o d'altri studi industri,
o poco chiari o illustri,
sia al mondo alcuna cura,
che pur ch'io seco in sempiterni lustri
(oh che dolce ventura!)
l'onde solcassi, il cor d'altro non cura.