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1529–1575

XLVI

Giovan Battista Nicolucci

Dolce, liquido, vivo, ardente ghiaccio, che da'begli occhi al suo partir stillasti, e con l'asperso umor discolorasti il bianco vel, per cui sfavillo e agghiaccio;

qual pietà mosse quell'eburneo braccio, quelle rosate perle, onde affidasti i tremanti pensieri e i desir casti, di breve lin facendo eterno laccio?

Deh, tu leggiadro amorosetto velo de l'angelica man, che teco involto il cor che mi rapisti or serbi e stringi, quando, felice te, suggi il bel volto

(ahi, ch'a pensarvi sol son foco e gelo!), il mio cordoglio a i lumi suoi dipingi.

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XLVI · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove