Dolce, liquido, vivo, ardente ghiaccio,
che da'begli occhi al suo partir stillasti,
e con l'asperso umor discolorasti
il bianco vel, per cui sfavillo e agghiaccio;
qual pietà mosse quell'eburneo braccio,
quelle rosate perle, onde affidasti
i tremanti pensieri e i desir casti,
di breve lin facendo eterno laccio?
Deh, tu leggiadro amorosetto velo
de l'angelica man, che teco involto
il cor che mi rapisti or serbi e stringi,
quando, felice te, suggi il bel volto
(ahi, ch'a pensarvi sol son foco e gelo!),
il mio cordoglio a i lumi suoi dipingi.