Aventuroso più d'ogn'altro legno,
se ben Argo si noma, e quella barca
che portò a Roma il trïonfal monarca,
mentre hai del mondo il mio dolce sostegno
sospiro invan sì prezïoso pegno;
- qui va - dico- qui posa, qui si scarca -
noto ogni passo che da te si varca,
teco son, teco sto, teco ne vegno;
quanto esser lunge puoi, qual è quel punto
in che t'imbocchi in mar, qual aura spiri,
ed altre cose tali in mente porto.
Deh, legno, in te foss'io con lei congiunto
senz'altri, e mai non si vedesse il porto,
e l'onda avesse dolci eterni giri!