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1529–1575

XLIII

Giovan Battista Nicolucci

Nel dipartir del mio dolce Carino, il sol da questa ombrosa aprica parte e dal mio cor meschino l'anima afflitta parte.

Nel ritornar del mio dolce Carillo, il sol a questa piaggia d'ombre adorna, e al mio cor tranquillo l'anima allegra torna.

Quand'io penso al bel viso che m'ha da sé diviso, i'tremo e son un ghiaccio, e in lagrimoso fonte mi disfaccio.

Quand'ho miei lumi intenti ne'begli occhi lucenti, godo un soave foco ch'a i cieli mi sollieva a poco a poco.

O me beata ancora, se qui fosse quel ben, che fa ch'io mora! O ancor mia sorte acerba, se fosse altrove chi mia vita serba!

Dunque leggiadre e amorose dive ninfe di queste rive, voi ninfe e triste e liete, da noi pianto e conforto omai prendete.

Siate dolci e festive al vicin amator, mentre potete, ché in darno poi, quando è lontan, piangete.

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