Aventuroso più d'ogn'altro fiume,
che Gange e Nilo, e quel ch'ha l'oro esteso
ne l'ocean, poi che da te s'è preso
dal suo beato carro il dolce lume,
de l'intelletto ognor batto le piume,
e sopra l'acque tue col volo teso
lascio ch'a terra il mio caduco peso,
dal mio vigor lontan, sol si consume.
Fiume felice, se il pensier mi mena
sempre tra le tue rive, e a cotal verso,
né per seguirti mai perde la lena,
e se in acqua mi cangio perch'i' verso
dal cor di pianto così larga vena,
perché non son ne l'umor tuo converso?