Amor, pria che scoprirmi il viso adorno,
che, donna, a voi d'eterni lampi feo,
d'Anna, vostra soror, m'additò il neo,
ove i rubin chiudon le perle intorno.
Quasi stella del sole, alba del giorno,
questa ben nonzia fu; ma il fato reo,
che tanta luce più essaltar poteo,
me a cantar scielse un troppo alto soggiorno.
Però mentre ora a i cenni vostri i'porgo
quanto scrissi del neo, forza è ch'io pensi
che voi direte in questi accenti miei:
–Se a dir d'un segno tal sì vil ti scorgo
qual ti vedrò ne i lumi alteri immensi,
che in fogli, come in cieli, affiger dei?–