–Da che la penna sopra carte guidi
a muse e al mondo (tal che forse arriva
al segno di chi al tempo e al tempio scriva),
noi sempre stati siam tuoi lumi fidi.
Tu perché dal bel sen sì ne dividi,
cogliendo il crudo vel che il ricopriva,
e giù in disparte senza te sen giva,
ond'or non sguardi, ahi più, ma pianto sfidi?–
La destra man risponde a gli occhi miei:
–Se il cor meschin per questa parte e quella,
voi ministri maggior de la natura,
e orecchi e lingua e piè sol volge a lei,
per obedirgli in sì nobil fattura,
ohimè, ch'altro poss'io sua pronta ancella?–