Quella ch'or luce tra le bianche bende,
più sfavillante per la vesta negra,
con dolce pianto il ciel tarda e rallegra,
e con vivi sospir me snerva e incende.
Amor, che vede che pietà mi rende
a quel conspetto l'alma accesa e egra,
pria che fortuna a lei si mostri allegra,
a la mia morte e tempo e loco prende.
Il cor, che già nel duol s'infiamma, avampa
ne le bellezze, e di ferite sparso,
più non potendo, da l'ardor non scampa.
Così, pronto in perire e in arme scarso,
nel mesto vago viso Amor l'accampa,
ove a cruda dolce esca è preso e arso.