Lasso, che in pianto e in fiamma il cor si strugge,
e pur da voi levar non posso gli occhi,
celesti veli, e forza è che vi tocchi
la fredda man, che trema e foco sugge!
Pensando a la mia dea che a voi rifugge
sempre che il sol ne l'ocean trabocchi,
vi porto invidia tal, che fa che scocchi
l'alma, che per star qui da me si fugge.
L'ossa ne porterò di spirto ignude,
però che già da me partir lo scerno,
qui dove è il ben di Dio, qui solo intento.
Andrà girando, poi ch'io sarò spento,
(ah, fate ch'elle almen non le sian crude!)
l'ombra mia le vostre ombre in sempiterno.