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1529–1575

XCI

Giovan Battista Nicolucci

Qui si spoglia, si corca, e qui si stende, copron lei questi lin, questi ella preme, qui sovente sospira e ride e geme, e da'sogni divin dolcezza prende.

Leggiadri amanti, e voi celesti bende, per cui d'aria notturna unqua non teme, raccogliete in sospir faville estreme, che il petto da voi toglie e a voi rende.

Tosto ch'avrà la mia nimica e diva, che in vostro grembo (ahi, tutta vostra!) giace, preso un sonno gentil, siatele intorno, che non vegghi: se no n'avrete scorno;

e accesa sia da questa sparsa face l'alma gelata e del mio foco schiva.

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