Altra luce non ho che i lumi cari
con che voi, Donna, fate
ch'io il meglio del miglior discerna e impari.
Da divina beltate
vengon quei lumi chiari
senza cui non potrei
sguardi girar se non turbati e rei,
anzi, essendomi avari
de la grazia di lor, cieco sarei;
non veggo io, no; vostri son gli occhi miei.
L'angelica armonia, che da le rote
de le parole v'esce,
mi tien d'ogn'altro suon l'orecchie vote,
e con tal forza cresce
che i pensier mi percuote
in guisa ch'io ritengo
la rimembranza sua, che mai non spengo,
e, sentendo altrui note,
per ben sentirle a voi sola ne vengo;
non odo io, no; vostro è l'udir ch'io tengo.
Mi detta il cor quanto ho da voi compreso,
poiché di voi m'avete
col riguardar e ragionar sì acceso
che solo quel che sete
quel da me vien inteso,
né cosa alcuna fia
ch'atta a farmi piegar la lingua sia,
la qual da l'alto impreso
fermo concetto mai non si desvia;
non parlo, io no; vostra è la voce mia.
Però se da voi nasce
ciò ch'io veggo, odo, e parlo, e prima e poi,
s'io vi dispiaccio voi non piace a voi.