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1529–1575

LXXXVIII

Giovan Battista Nicolucci

Or che languir si sente colei che a gli occhi e a i canti è un paradiso, l'imaginarmi il suo pallido viso, e l'alma sua dolente,

il mio di pallor tinge, e di dolor la mia, misero, stringe. Ma sì bianco è il pallore, e sì crudo il dolore,

che nel mio viso l'alma mia si spinge; e con vivo colore di morte, il morto core ivi dipinge.

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LXXXVIII · Giovan Battista Nicolucci · Poetry Cove