Or che languir si sente
colei che a gli occhi e a i canti è un paradiso,
l'imaginarmi il suo pallido viso,
e l'alma sua dolente,
il mio di pallor tinge,
e di dolor la mia, misero, stringe.
Ma sì bianco è il pallore,
e sì crudo il dolore,
che nel mio viso l'alma mia si spinge;
e con vivo colore
di morte, il morto core ivi dipinge.