S'ogni vista ch'io scopro è varia e nova
ovunque l'orme dei miei piedi i' stampi,
lingue, gonne, costumi, e tetti e campi,
perché il pensier in me non si rinova?
Se l'alma sempre cerca e sempre trova
quel vivo ardor degli amorosi lampi
onde convien ch'eternamente avampi?
Clima e vita mutar, lasso, che giova?
Benché fortuna lei da me divide
desio perpetuo ognor me la congiunge,
né per stato cangiar mai si recide.
Il core è trasformato in sua sostanza;
cavimi il cor (non basta ch'ella è lunge)
chi di mente vuol trarmi sua sembianza.