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1529–1575

LXXXIV

Giovan Battista Nicolucci

Da'vostri occhi ferito, e da i legami del crin d'or fuggito, vola il cor mio di due poggetti a l'ombra, ove stretto s'adombra;

e attendendo e bramando la dolce aura de l'angelica voce, sì nel desio si coce, che le piaghe raccende e non ristaura.

Però s'al fin sciogliete i cari accenti, non può con spirti spenti sostentar la dolcezza, e in quella gioia convien che svenga e liquefatto moia.

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