Da'vostri occhi ferito,
e da i legami del crin d'or fuggito,
vola il cor mio di due poggetti a l'ombra,
ove stretto s'adombra;
e attendendo e bramando la dolce aura
de l'angelica voce,
sì nel desio si coce,
che le piaghe raccende e non ristaura.
Però s'al fin sciogliete i cari accenti,
non può con spirti spenti
sostentar la dolcezza, e in quella gioia
convien che svenga e liquefatto moia.