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1529–1575

LXXXIII

Giovan Battista Nicolucci

Vaga, importuna, dolce, orrida vesta, che in alti avorî le tue falde infigi, e leggiadretta scorri e scherzi e ondeggi, quanto i miei lumi affligi,

poscia che più non vuoi che pargoleggi intorno intorno a lei il vel lucente e frale, tanto a me più mortale,

quanto più sen fuggì da gli occhi miei!

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