Che novo gelo e dolce foco irriga
di trepido rigor tepide vene?
Onde sospira in me sì viva speme?
Forse torna il mio cor dal suo viaggio
al ritornar che face
il dolce di mia vita unico raggio.
Forse son messaggier di tanta pace
gli spirti, al cui venir l'alma si sface.
O soave passaggio,
se a gli occhi il sole, e al petto il cor mi riede!
Che più languir, che pianger più ne rode?
Piangasi, se dolcezza il pianto chiede;
ma non già ch'i miei lumi
fiera doglia consumi.
Ite, lagrime triste, ite, ché s'ode
il caro, lieto annonzio: ecco che viene
(ahi, che d'amor i'moro!), ecco il mio bene.