Move pietà le pietre,
e spetrar non potrà quel cor soperbo
che sotto sì begli occhi è così acerbo?
In colle non è sasso o in selva foglia,
acqua in fonte, erba in prato, o fiera in speco
che la mia cruda doglia
meco non senta e non se 'n dolga meco.
Questo mi giova e invita
a sostentarmi in vita
e a conforto sperar da chi m'addoglia,
ma quel che poi mi noce,
quel che poi de l'atroce
essilio mio ne la memoria serbo,
d'ogni sostegno mi recide il nerbo.