Il disio mi soggiunge:
–Deh, non vedi che more, e morta vive
d'amor questa gentil lucida fiamma,
d'amor di riveder chi a sé l'infiamma,
di riveder le desiate rive?
Ahi, ch'ogni monte e lido,
che de l'amata vista, ohimè, la prive,
l'è dispettoso foco!
Ahi, che ben muta loco,
ma il suo loco mutar non fa che arrive
al caro e dolce nido!
Quindi doppiano al sol cocenti vanni
gli alti sospir de gli amorosi affanni.–