Aura che spiri in quella parte, in quella
che tien di me la miglior parte in forza,
penetrandomi al core o soffia e ammorza
(ma borea nol faria) l'empia facella,
o, quel ch'esser più può, fa che si svella
il poco di vigor ch'ho ne la scorza,
e, portandolo a lei, l'alma sua sforza
tal che pietosa sia non men che bella.
I nostri spirti in un col tuo contempra,
e unisce e uguaglia e ferma sì l'affetto
ch'ambidue regga una medesma tempra,
ma, se desperi il fin di questo effetto,
infiammati a l'ardor che mi distempra,
e il foco mio spingi al suo freddo petto.